Galeazzo Ciano ricordato da Giuseppe Bottai - YouTube

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Per Adolf Hitler "un ninnolo da salotto", per Joseph Goebbels "il satana del movimento fascista" e per Winston Churchill "uno sventurato". Per Grigore Gafencu, diplomatico rumeno, "un giovane gaudente lucido" e per Ramon Serrano Suner, uomo politico spagnolo, "podia ser infinitamente impertinente e ser tambien abiertamente cordial". Per Renzo De Felice, infine, "tutto fuorché un vero fascista" e per Edda Mussolini "un uomo coraggioso". Ma uno dei ritratti migliori della personalità di Galeazzo Ciano è tratteggiato da Giuseppe Bottai nel suo Diario, in data 14 gennaio 1944. Si noti: tre giorni dopo la sua fucilazione. Bottai, comunque, di Ciano scriverà ancora qualche anno dopo, durante il periodo nella legione straniera. Giuseppe Bottai, lo scrivo per chi non lo sapesse, fu MInistro delle Corporazioni e dell'Educazione Nazionale. La mente migliore del fascismo e uno degli spiriti moralmente ed intellettualmente più alti di tutta la storia d'Italia. Le mie opinioni politiche non hanno alcuna importanza. Credo comunque nell'Uomo, non nell'Eroe. E mi identifico in una frase di Pier Paolo Pasolini: "La democrazia è uno stato mentale". Scusate gli erroretti di dizione e le lievi imperfezioni della traccia audio. Il caricamento ha reso di faticosa lettura la citazione finale. La riporto di seguito. "Non si può [fare] a meno, conchiudendo queste considerazioni, di pensare al ruolo ch'egli avrebbe potuto avere, della sua parentela facendosi tramite al chiuso animo di Mussolini; e dolersi ch'egli non sia stato in grado di assumerselo. Qualche cosa di simile egli avrebbe potuto essere all'Arnaldo [Mussolini] nell'ultimo lustro di sua vita: confessore e moderatore. Gliene mancò l'esperienza e l'animo; gliene mancò, nella famiglia, l'angelo ispiratore; gli mancò, nell'ansiosa voluttà del vivere quotidiano, la serena e paziente calma dei forti, necessaria a simili mansioni. Quella che discese in lui nella cella 27 del carcere di Verona, dettandogli parole che suscitano commozione e rispetto." Giuseppe Bottai Diario 28 gennaio 1947





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